Calciopoli: La resa dei conti…

Non sopporto.. questo voler sempre essere al di sopra di tutto.. Loro non chiamano.. loro non mangiano con i designatori, loro non vanno negli spogliatoi a trovare l’arbitro prima della partita.

Moggi non va riabilitato.. ma non sopporto il voler essere verginelle.. chi e’ senza peccato.. scagli la prima intercettazione.. c’hanno provato ad insabbiare.. a depistare.. mi sembra giusto che vengano revocati e non assegnati i due scudetti e per piacere.. BASTA voler fare gli onesti a tutti i costi.. dopo i passaporti e dopo quell che sta venendo fuori… siete pure peggio degli altri.. potevate almeno tacere e tenere un profilo basso.. (Stultus quoque, si tacuerit, sapiens reputabit) invece.. ci avete dato dentro.. sperando che nel polverone si sarebbero perse le altre intercettazioni..

“Intercettazione del 5 gennaio 2005, ore 18:33
Bergamo invita a cena Facchetti che gli chiede lumi sul parcheggio.
Solo una cena, niente di male. Sempre negata dai dirigenti nerazzurri.
Ma perchè far finta di nulla? Per la precisione, Livorno-Inter finisce 0-2 con 2 rigori per l’Inter.

Intercettazione del 10 gennaio 2005

Bergamo chiama Moratti e gli chiede chi preferisce avere tra Palanca e Gabriele, due giovani arbitri appena rientrati da una sospensione. Moratti è un signore e risponde che vanno bene entrambi. Inter-Bologna di coppa Italia del 13 gennaio finisce 3-1. Arbitro Gabriele”.

9 gennaio 2005
Il giorno della partita tra Inter e Sampdoria, finita 3 a 2 per i nerazzurri – Facchetti telefona a Bergamo e gli dice: «Sto andando allo stadio, l’ho detto con i miei di avere con Bertini un certo tatto, una certa disponibilità. L’ho detto con i giocatori, con Mancini e gli altri». Bergamo: «Viene predisposto a fare una bella partita» (secondo la difesa il riferimento sarebbe all’arbitro Bertini). Successivamente l’ex designatore aggiunge: «È una sfida che vedrai la vinciamo insieme». E poi: «Vedrai che le cose andranno per il verso giusto, poi la squadra sta ricominciando ad avere fiducia, a fare i risultati. Fa morale…»

Metto anche le intercettazioni anti-Milan (dal Corriere)

LO CHIAMAVAN BRONTOLO
Fine febbraio 2005, Leandro Meani, ex arbitro e poi dirigente del Milan delegato ai rapporti con il mondo arbitrale, chiama il suo ex collega, rimasto amico, Pierluigi Collina, all’epoca ancora in attività. Non fanno nomi, ma secondo l’interpretazione filo-moggiana parlano dei più alti dirigenti milanisti.

Meani: «Ti prometto che quando diventerai designatore non ti chiamo più…» Collina: «Dai ah ah ah» Meani: «Mi ricorderò sempre che quando avevamo posto il veto a Pisacreta l’unico che mi ha chiamato per dirmi che sbagliavamo è stato lui, Brontolo…»

Collina: «Va buono dai, ho provato a chiamarlo ma da una parte è staccato, il cellulare è staccato, all’altra probabilmente la segretaria non c’è…»

Meani: «Il massimo sai cos’è? Che lui va a San Siro assieme all’altro, il peggiore con cui trattare è lui, no perché a lui non va bene niente, fuori qui, su, giù, chi sono questi, chi è quest’altro…sono tutti i casini che fa, poi è cattivo come l’aglio… gli allenatori fan casino e lui li manda via…è micidiale capito?»

Collina: «No ti dicevo ho chiamato il capo…» Meani: «Sì, il grande capo» Collina: «Ma il cellulare era staccato, segreteria, invece quello dell’ufficio diretto ti passava il centralino, io tramite il centralino preferivo evitare per cui…»

BERGAMO CHIEDE CONFORTO
Aprile 2005, uno dei due designatori arbitrali dell’epoca, Paolo Bergamo, telefona a Galliani alla vigilia di Milan-Juve.

Galliani
: «Questi signori han perso la testa mi creda, perché ci sono comportamenti nei confronti dell’universo, in Lega in Federazione…»

Bergamo: «Glielo voglio dire perché si sappia, tra me e lei naturalmente…»

Galliani: «Non si preoccupi tale rimane…»

Bergamo: «Io posso sbagliare magari una griglia, penso che un arbitro sia in forma e magari non è in forma, oppure l’arbitro è in forma e sbaglia, però a priori voler sbagliare è tutta un’altra cosa, mi taglierei le mani mi creda… Ecco questo filo che ho con lei vorrei tenerlo fino a giugno dottore…»

Galliani: «No no no ma poi si vedrà…adesso vediamo la fine del campionato…con i giusti equilibri…»

Bergamo: «Mi faccia sentire un po’ il suo calore in questo momento perché…» Galliani: «Assolutamente…» Bergamo: «Sono solo, non solo, meno che solo…»

Galliani: « Ma no no ci sono io…»

CELLINO VS COLLINA

Il 22 febbraio 2005 il presidente del Cagliari Massimo Cellino parla al telefono con Paolo Bergamo.

Cellino: «Sono contrario a dare un anno di proroga a Collina… è una persona che non mi fa impazzire, e anche come arbitro ha culo, ma non mi fa impazzire, è uno molto fortunato ma non mi fa impazzire (…) Vuole la proroga? E vada in Inghilterra, vada in Giappone…Ma vai dove c… vuoi…Paparesta è arbitro di livello, Collina gli pulisce le scarpe…»

Bergamo: «Vedo che capisce»

GRIGLIE SEMPRE GRIGLIE

Ancora aprile 2005, si sta per giocare Fiorentina-Milan e si avvicina Milan-Juventus, sfida scudetto. I designatori debbono preparare le griglie per la scelta degli arbitri, e Bergamo ne parla con Meani.

Meani: «Te chi mi mandi a Firenze?» Bergamo: «Come griglia? Te dici come griglia di arbitri? L’abbiamo fatta a 3 ma mi fai dire una cosa che con Gigi (Pierluigi Pairetto, l’altro designatore, ndr) non abbiamo ancora concordato… Ho in mente di metterne tre perché non voglio preclusioni e gli arbitri sono Messina, Farina e Rodomonti per me, poi sentiamo Gigi perché poi immaginerai quelli che sono i tre che voglio mettere la domenica successiva»

Meani: «Ho capito, tu vuoi mettere Paparesta» Bergamo: «Sì» Meani: «Collina» Bergamo: «Sì» Meani: «Trefoloni» Bergamo: «Sissignore, e mi ci gioco la testa»

Meani: «Però a Trefoloni gli fai un bel discorsetto…»

Bergamo: «Stai tranquillo, stai tranquillo…»

Meani: «Perché se no gli tagliamo la testa noi» Bergamo: «Stai tranquillo» Meani: «Se no chiamalo e parlagli»

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L’ARTBITRO CONCORDATO

Nel novembre 2004, alla vigilia di Parma-Reggina, Bergamo mette il presidente dei calabresi Lillo Foti al corrente delle decisioni che lui e Pairetto prenderanno nella scelta dell’arbitro.

Bergamo: «Domani c’è il sorteggio a Roma, lo fa Gigi. Abbiamo pensato a Parma-Reggina da seconda fascia perché in prima fascia non ci va, e in seconda fascia c’è un po’ di esperti, anche un giovane che sta facendo bene, vediamo un po’ che cosa vi tocca…»

Foti: «Ti raccomando che è troppo importante…»

Bergamo: Ti dico: c’è un esperto, De Santis, c’è Morganti, che è un altro esperto, Saccani ha fatto una quarantina di gare in serie A e poi il giovane è Tagliavento che vogliamo lanciarlo… a meno che domani mattina si cambi qualche idea, ti do quello che avevamo concordato…»

2 pensamientos en “Calciopoli: La resa dei conti…”

  1. La risposta è nell' articolo di Beppe Severgnini sul corriere della sera di oggi 4/4/2010…… "tra il CONTENUTO di una telefonata di Moggi ed una di Moratti, c'è la stessa differenza che c'è tra un petardo ed un camion imbottito di tritolo"…

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