Onanismo con la VirtualBox

Siamo al limite dell’onanismo informatico… peró.. vi racconto questa cosa.. oggi pomeriggio ho provato ad installare Windows 7 da VirtualBox su Linux.. e non ci sono riuscito.. mi da un errore strano.. dicendomi che genero un file troppo grande.. ci devo studiare..

Subito dopo ho ripetuto l’operazione con Debian e mi é filato tutto via liscio… carino Debian..
l’installazione mi é sembrata leggermente piú lunga anche perché ero partito dalla installazione base con solo la gestione della rete (quindi ho scaricato poi tutto il resto)


Volevo chiudere la giornata con Haiku ma non ho trovato una immagine compatibile con VirtualBox.. ci proviamo la prossima settimana..

Un anno di Blog

Sono qui basito.. sto guardando le statistiche di Google Analytics sui vari Blog.. e devo dire che nel mio piccolo.. ho delle belle soddisfazioni.

Il mio Blog dei Piani Strategici delle Asturie (Lavoro – In Spagnolo) presenta 7507 visite
La cosa curiosa sono le 3792 visite al mio Blog dove c’e’ solo il mio Curriculum in Spagnolo.. (chissa perché). Questo Blog presenta 2961 Visite (dovrebbe contenerne di piú del Blog Spagnolo visto che qui si che metto contenuto). Per problemi con il codice non ho notizie attendibili del blog di Enigma Amiga Run.. che comunque registra 12-13 visite diarie (dati solo ultimo periodo) e dal Blog di Nowindows Magazine. Il problema deve essere relativo ai Widget di WordPress perché ho gli stessi problemi con il Blog di Strategia Aziendale che ho creato in Spagnolo.

Kubuntu… uno strano effetto

Ho provato Kubuntu… devo dire che avevo molta voglia di vedere KDE in azione… e devo dire che é molto potente.. ma nel suo complesso continuo a preferire Gnome.. Ubuntu insomma. Nei prossimi giorni mi sono promesso di provare anche debian e OpenSolaris piú qualche altra distribuzione Linux in previsione dell’acquisto di un MicroComputer a cui voglio solo installare Linux.

Nuevo Liderazgo: Lenguaje y Enfoque Sistémico

Las organizaciones son sistemas altamente inestables. Su instabilidad viene del hecho que las organizaciones están formadas por individuos. Las personas tienen diferentes dominios y el dominio laboral es una parte que, aunque sea importante, no es determinante. Además las organizaciones tienen responsabilidades, supraeditacion, supereditacion y es curioso como el simple cambio de lugar físico de trabajo pueda influir sobre el rendimiento de los individuos. En los años 90 ha crecido el mito del trabajo en equipo y las organizaciones han cambiado. Se ha pasado de un sistema verticalista casi militar a un sistema mas horizontal donde los individuos comparten responsabilidades. Hoy en dia las organizaciones están deslocalizada y a veces los trabajadores ni siquiera están en el mismo lugar de trabajo, de esta forma los sistemas son aun mas inestable sobre todo porque falta un lugar físico de encuentro donde estas personas pueden conocerse e interactuar. La red se esta substituyendo a la oficina, los sistemas de informaciones para la gestión del cliente ni siquiera suelen estar dentro de la compañía. Se ha pensado erróneamente que la gestión del cliente es algo que no genera valor, por ello se han multiplicado call center en outsourcing que han alejado el cliente de la empresa. Son ellos el “mal absoluto” de la gestión estratégica del cliente, hoy en dia. El cliente es una mina de información, el cliente debe interactuar con la empresa que le provee un servicio, incluso debe de estar presente de forma directa y debe opinar.

Los Blogs: la nueva frontera del lenguaje

El fenómeno de los forum corporativos y de los blog esta corrigiendo este problema de lejania de la empresa de sus clientes pero sigue siendo una solución reservada a los clientes “avanzados”. En la red nacen verdaderas community que incluso entran como un activo dentro del valor de la empresa. Existen empresas que deben su éxito a la community que han sabido generar. El futuro pasa por un sistema global donde empresa, provedores y clientes se intercambian de forma activa las informaciones para la mejoras de los procedimiento y de los productos.

El lenguaje como instrumento de interacción dentro de los sistemas y la teoria de las limitaciones

Dialogar, pedir, ofertar son acciones típicas dentro de un sistema “empresa”. Tambien los son dentro de una relación “cliente-empresa”. Es fundamental poder controlar de forma “ontologica” el lenguaje en las relaciones. De todas formas necesitamos individuar las limitaciones. Para actuar en un sistema complejo podemos ayudarnos con la “Teoria de las limitaciones (Goldratt). La esencia de la teoría de las restricciones se basa en cinco puntos

  1. Identificar las restricciones del sistema.
  2. Decidir como explotarlas.
  3. Subordinar todo a la decisión anterior.
  4. Superar la restricción del sistema (Elevar su capacidad).
  5. Si en los pasos anteriores se ha roto una restricción, regresar al paso (1), pero no permitir la inercia.

(http://es.wikipedia.org/wiki/Teor%C3%ADa_de_Restricciones)

Si aplicamos esta teoria a las conversaciones vamos a tener que reflexionar mucho sobre la comunicación dentro de nuestro sistema empresarial. Las competencias conversacionales son una necesidad para la gestión del cambio.

future

Personal Scorecard 2009 e controllo 2008

Come ogni anno mi tocca rivedere quello che mi ero proposto di fare un anno fa

di questi tempi. Mi aspettavo tanto dal 2008 e soprattutto nel secondo semestre sono cambiate un sacco di cose.

Obiettivi 2008

Diventare consulente autonomo e consolidare la mia posizione in Analiza.

Sono appena entrato e mi trovo molto bene. Ormai Sealco é un lontano ricordo come sempre ci metto tutta la mia passione. Ma devo stare attento a non crearmi false aspettativa. Visto la formula impiegata in Analiza sará facile adattarsi e costruirsi le aspettative poco a poco.

Formarmi in SAP e in Generale in Business Intelligence

Grazie a Enrico questo lavoro sará molto piú semplice dovró ritagliarmi degli spazi per formarmi in modo adeguato in Business One, NetWeaver, Navision e s é possibile in Pentaho.

Mantenere aggiornati i Blog de evitare la dispersione.

Devo trovare un sistema per poter perdere meno tempo e dare piú informazioni. Devo disintossicarmi da Facebook.

Diventare un consulente senza Windows

Ormai ci siamo lavoro per quasi tutto il tempo con Ubuntu. L’ideale é riformattare tutto il PC de installare solo Linux.

Usare solo Software Open Source

Anche qui ormai ci siamo scrivo da Open Office e non da Word come l’anno scorso.

Ecco cosa mi ero proposto l’anno scorso:

Corso Esperto in Leadership e Sviluppo Personale: OK

Ho finito brillantemente il master ho presentato la tesi e la discuto la prossima settimana: Stratego, un nuovo paradigma per le aziende di consulenza.

Lavoro: entrare in un piano strategico di una Pyme: NO

Dovuto per lo piú alle scelete aziendali discutibilissime di Sealco non mi hanno dato questa opportunitá

Lavoro: ultimare un piano strategico territoriale: NO

Alla fine non é stato approvato per via di una dubbia gestione comerciale da parte di Sealco.

Lavoro: Approfondire Business Intelligence e Web 2.0: quasi

Realmente volevo avere piú tempo per formarmi.

Lavoro: Migliorare il Bloggin: Si

Sono ormai pratico e mi muovo in tutte le piattaforme. Sono in tutte le reti sociali.

Monetizzare e tornare nell’editoria: NO

Il progetto NoWindows Magazine é naufragato. C’ho ancora una mezza idea di poter usare Lulu come piattaforma di distribuzione. Posso mettere in vendita il numero zero e vedere come va.

Personale: sopravvivere alla nuova realtá di Alberic: SI

Sto da Dio a Alberic. La casa é bellissima. Sono molto contento.

Personale: consolidare il mio rapporto con la mia compagna: OK

Con alti e bassi ma va decisamente meglio

Personale: peso forma: NO

Anzi sono ingrassato.. devo provarci di nuovo.

Personale: NoWindows User: SI

Sono praticamente el 80%

Personale: English and Russian: NO

Non ho piú studiato Russo.. L’inglese lo uso sempre.

Personale: Pablo parla Italiano: Quasi

Pabllito ha sempre un rifiuto per l’Italiano. Solo d’estate lo usa.

Missione e Visione Personale

Come ogni anno controllo e metto a fuoco la mia missione e visione personale fa parte di un progetto piú ampio che dentro della azienda chiamiamo “Personal Scorecard” prendendo in prestito il termino da Kaplan & Norton.

Missione Personale

Culturizzarmi per il semplice piacere di farlo, non per ostentarlo. Essere un umile e infaticabile lavoratore, onesto, per arrivare ad avere un ruolo importante nella societá senza scendere a compromessi e senza vendere mai la mia dignitá. Vivere giorno per giorno aprofittando della grande opportunita che é la vita. Penetrando la conoscenza cercando di guardare le cose in modo profondo senza rimanere nella superficitalitá. Diventando il punto di riferimento per quelli che amo e che mi amano.

Visione Personale

Essere un professionista riconosciuto, stimato e visibile, honesto e etico. In modo che possa operare in ambito Europeo per la “creazione del valore” per persone, aziende, organizzazioni e per me.Voglio diffondere il verbo dell ·”Open Source” spiegare alle aziende e alle persone che c’é vita oltre Windows.

Empresas que fracasan

Según James C. Worthy[1], quien escribió un artículo titulado “¿Quién fracasa y por qué?”, las causas del fracaso son las siguientes:

  • La persona que no reconoce que ya no puede trabajar y debe retirarse.
  • El caso de negocios familiares en los cuales el padre no delega en sus hijos una vez que ellos están en posición de asumir el liderazgo. O donde los padres piensan como lo mejor para la empresa meter de lleno sus hijos en el negocio cuando estos no están preparados ni motivados.
  • El mito de que uno es “indispensable”.
  • El usar el pasado como una introducción al futuro.
  • Falta de capital o subcapitalización
  • No aplicación por parte de la gerencia en las cosas básicas relativas a la planificación, presupuestos, control, etc. (Gestión aproximativa)
  • Falta de visión estratégica a medio largo plazo y falta de visión operativa a corto plazo.

Otros estudios y artículos revelan que otra de las causas del fracaso es la falta de experiencia y conocimiento del empresario. Muchos economistas ponen énfasis en que el futuro de la pequeña empresa no solo depende del capital, sino, del asesoramiento técnico por parte del gobierno a través de agencias especializadas.

En un estudio publicado en 1961 se identificó las siguientes causas del fracaso de las empresas y lo que más llama la atención es que podría haberse escrito en el 2008:

  • Capital inadecuado o mala estructuración financiera
  • Exceso de gastos en relación a la facturación
  • Reacción de la competencia y falta de adaptabilidad al entorno.
  • Errores de organización.
  • Falta de experiencia por parte de los accionistas.
  • Control de gestión nulo o inadecuado.
  • No valoración del inventario
  • Mala gestión de los créditos.

Falta de experiencia de la propiedad

El fracaso final de la empresa puede ser atribuido a una serie de factores tales como la deficiencia de la propiedad, defectos de la personalidad y ausencia de perseverancia una vez comienzan las dificultades. Algunos empresarios carecen de uno de estos factores y otros pueden tenerlos, pero no los ponen en práctica.

Es un error el creer que uno podrá aprender lo que no sabe en su propio negocio. Intentar hacerlo resulta muy costoso y a la larga puede resultar fatal. Del otro lado rodearse de personas implica una gestión del conocimiento y una continua labor de comunicación interna (competencias conversacionales).

Una adecuada experiencia en las áreas de financiera, marketing y administración no es motivo suficiente para que los accionistas estén lo suficientemente preparados para hacer frente a los problemas que surgirán en el futuro. El nuevo empresario emergente tiene que aprender a vivir constantemente con la “crisis”. La crisis es una oportunidad no un amenaza. La crisis permite que las personas no se acomoden y que hagan funcionar una parte más grande del cerebro: aquella dedicada a la estrategia.

Subcapitalización o erosión del capital por parte de gastos “imprevistos”

En la mayoría de los casos se crea una empresa sin tener una suficiente estructura financiera se piensa en utilizar el mínimo capital permitido por la ley y acudir a las entidades financieras para pólizas y otros instrumentos. Además para eludir las tasaciones se “arreglan” las cuentas resultados de los primeros ejercicios de la empresa para que salga el mínimo beneficio.

Si es verdad que el Banco es un proveedor como otro es verdad también que es un proveedor exigente y puede siempre cambiar su política debido a circunstancias que no coinciden con las dinámicas de la empresa.

Un empresario que se encuentre en circunstancias difíciles, no tenga capital reservado y que ya haya consumido todas las oportunidades de pedir dinero prestado verá como el impulso inicial que la empresa ha generado empieza a disminuir.

La falta de liquidez se origina porque no existe una buena sincronización entre el efectivo que sale de la empresa y el que entra. Porque no hay un control sobre los gastos de empresa. ¿Cuanto cuestan comidas con clientes, viajes, caprichos empresariales de la propiedad o de sus ejecutivos?

El crédito, un cáncer para las empresas poco eficientes

La extensión de crédito por parte de la pequeña empresa a sus clientes es una de las razones que le permite a la firma atraer clientela adicional y mantenerse en operaciones.

Desafortunadamente en numerosas ocasiones, la propiedad o los responsables administrativos de la empresa, debido a muchas responsabilidades, no prestan atención y cometen dos tipos de errores comunes.

  • Dar créditos no certificados sin asignar un riesgo al cliente o al grupo de clientes
  • Dar créditos excesivos a aquellas empresas que cualifican para un crédito menor.

En algunos casos no se estructuran contratos mercantiles ni otros instrumentos de seguridad para la cobertura del riesgo. Se confía porque la visión reduccionista te lleva a “facturar como sea” sin darte cuenta realmente si tiene sentido el trabajo y si tiene seguridad contra el riesgo el cliente.

Debido a estos errores, las pérdidas de la empresa pueden llegar a ser grandes. La empresa puede llegar a la quiebra si el dinero que representan las cuentas por cobrar no llega a sus manos. Tener créditos en la cuenta resultado puede ser beneficioso a la hora de representar capitalización pero las entidades financieras ahora razonan de otra forma (Basilea II[2]) para: ¿cuanto vale el crédito? Cuanta facturación es necesario producir para cubrir la liquidez del crédito expuesto?


[1] James C. Worthy periodista y economista estadounidense

[2] Basilea II es el segundo de los Acuerdos de Basilea. Dichos acuerdos consisten en recomendaciones sobre la legislación y regulación bancaria y son emitidos por el Comité de supervisión bancaria de Basilea. El propósito de Basilea II, publicado inicialmente en Junio de 2004, es la creación de un standard internacional que sirva de referencia a los reguladores bancarios, con objeto de establecer los requerimientos de capital necesarios, para asegurar la protección de las entidades frente a los riesgos financieros y operativos.


¿Porque fracasan la mayoría de las empresas?

Uno de los más trágicos eventos que le puede ocurrir a una empresa y a su dueño es que ésta llegue al fracaso. Esto no sólo representa una pérdida y la probable ruina del empresario, sino que le produce muchas consecuencias en cuanto a la sociedad, el desempleo, etc. Además, el impacto psicológico que esta derrota implica para el empresario puede afectarle de manera tal que no quiera volver a comenzar. La posibilidad del fracaso está siempre presente en todo tipo de empresa; pero es la pequeña empresa la que sufre el fracaso más pronunciado. Hay una estadística que dice que la vida media de una SL en España es de 5 años y en la mayoría de los casos se acaba con una suspensión de pagos o incluso con un quiebre.